21. Maggio 2022 Blog

Donne in SaaS: Veronika di
ScreenCloud

Veronika Cervenakova - ScreenCloud

Alcune persone vogliono un programma di lavoro flessibile. Altre ne hanno bisogno. Come nel caso di questa donna audace che nel 2021 ha preso parte alle nostre interviste alle Donne in SaaS. Attenendosi a un percorso di obiettivi a breve termine che lasciassero spazio alle opportunità, è riuscita a gestire al meglio il proprio tempo prezioso. Ne è padrona.

Dagli studi di relazioni internazionali all’università, fino a un tirocinio presso Google, Veronika ha sempre lasciato che la sua curiosità prendesse il sopravvento. Ora è responsabile del growth marketing di ScreenCloud e si assicura sempre che le sue opinioni vengano ascoltate – così come spera che tutte le donne abbiano abbastanza fiducia in se stesse per fare lo stesso.

Salve Veronika, puoi per favore presentarti, introdurre la tua posizione lavorativa e l’azienda per la quale lavori?

Lavoro per ScreenCloud, un software scale-up di segnaletica digitale, ormai da più di due anni. Ho iniziato come dirigente di performance marketing, poi il mio ruolo si è evoluto nel growth marketing, quindi conduco molti esperimenti per ottenere risultati rapidi e domande di mercato stabili. Può essere piuttosto impegnativo, ma è molto gratificante quando arrivi a un obiettivo.

Le mie giornate non sono mai uguali. Non soltanto supervisiono l’intero budget, la strategia, l’esecuzione dei nostri canali a pagamento e le landing page PPC, ma eseguo anche esperimenti CRO, a volte lancio delle funzionalità, mi assicuro di monitorare tutti i parametri importanti e approfondisco i dati per garantire che tutte le decisioni prese siano basate sui dati stessi. Solitamente è un lavoro molto piacevole, infatti ho la fortuna di lavorare con delle persone super intelligenti.

Cosa ti ha ispirato o portato a entrare nel campo SaaS o nel mondo delle startup tecnologiche?

Non direi di essere stata ispirata a unirmi a una SaaS o al mondo delle startup, almeno all’inizio. Seguivo sempre le ultime tendenze ed ero un’appassionata di tecnologia, ma non ho mai immaginato che sarei finita a lavorare in questo campo. In realtà volevo inserirmi nella scena degli affari internazionali e lavorare per l’Unione Europea o le Nazioni Unite.

Tuttavia, cercavo sempre nuove sfide ed esperienze, anche durante le vacanze estive nel periodo universitario. Dopo il mio secondo anno universitario, ho ottenuto un tirocinio di marketing con Staffino attraverso l’organizzazione LEAF – e quello è stato il mio primo incontro con il settore tecnologico.

Il vero punto di svolta per me è stato un tirocinio presso Google in Polonia. Mi ha veramente esposto al marketing digitale, ai clienti Google e all’impatto di una valida pubblicità a pagamento sulle imprese. Questo è stato il momento in cui ho realizzato e mi sono resa conto che il marketing online nel settore tecnologico sarebbe stato un gran bel percorso.

Google è un’organizzazione enorme, e anche se cerca di assomigliare a una startup, ci sono certi elementi di quest’azienda che semplicemente non funzionano in quel modo. Quindi da una parte avevo trovato il posto perfetto, ma dall’altra ho capito che se volevo imparare in fretta e avere un’esperienza davvero pratica, doveva essere in un’azienda più piccola o startup. Ecco com’è nata la mia carriera nella startup tecnologica SaaS.

Tirocinanti Google

Hai studiato tecnologia? Pensi che sia importante avere un’istruzione tecnologica per ottenere un lavoro in una startup tecnologica?

Per niente! Ho studiato materie umanistiche, relazioni internazionali e linguistica, quindi niente di tecnologico.

Non penso che sia obbligatorio studiare tecnologia o avere un’istruzione tecnologica già di per sé, ma è chiaro che bisogna avere un interesse genuino per questa materia e seguire ciò che avviene nel mondo. Per quanto riguarda il resto, credo si possa facilmente recuperare una volta entrati in una startup.

Qual è stata la sfida più grande per te quando sei entrata nel campo della tecnologia e come sei riuscita a superarla?

Da dove cominciare? Sono stata semplicemente buttata nella mischia e ho dovuto imparare in fretta. Penso che il modo migliore sia quello di imparare dalla pratica, cercare di fare le cose da soli prima di chiedere aiuto.

Direi che un’altra grossa sfida è stata l’enorme quantità di strumenti di marketing e il gergo che mi ci è voluto un po’ per decifrare.

Veronika - ScreenCloud

Le persone che lavorano nelle startup sono di solito molto occupate. Come gestisci l’equilibrio tra lavoro e vita privata? Hai tempo per qualche progetto secondario o per le tue passioni?

Lavorare in una startup può a volte prendere il controllo della tua vita. Il lavoro diventa la tua vita. Non è per forza una brutta cosa, se consideri il lavoro come un hobby in grado di soddisfarti. Per fortuna, è così per me. D’altra parte, l’equilibrio tra vita e lavoro può diventare piuttosto instabile.

Per me, ci sono determinati aspetti importanti quando si tratta di lavorare per una startup. La startup ha bisogno di avere piena fiducia in me e perciò deve offrire orari di lavoro flessibili e la possibilità di lavorare a distanza di tanto in tanto.

Non sono solamente una donna che fa parte del settore tecnologico di una startup Saas, ma anche una donna con una malattia cronica (artrite reumatoide). Lavorare con un malattia cronica è qualcosa di cui non si parla ampiamente, ma a volte comporta un dolore nascosto o persino visibile: fatica cronica, stanchezza, emicranie e controlli regolari dal medico. I datori di lavoro non sanno ancora in che modo parlarne con i propri dipendenti e quale tipo di assistenza sia fondamentale. Puoi leggere ulteriori informazioni qui.

Ecco dove entrano in gioco gli orari di lavoro flessibili. Se mi sento dolorante al mattino e ho bisogno di più tempo per iniziare a carburare, nessuno mi punterà il dito contro. Ciò non sarebbe possibile con un orario 9-17. Inoltre, se anche una persona è in salute, potrebbe essere mattiniera o nottambula. Perchè un datore di lavoro dovrebbe stabilire di farti lavorare in certe ore se sei più produttivo in orari diversi? Non importa quando svolgi i tuoi compiti, l’importante è completarli. È questo ciò che conta.

Lavorare a distanza è importante quando devo tornare in Slovacchia per dei controlli medici. È meglio lavorare una o due settimane dalla Slovacchia e fare i controlli medici di mattina.

Quindi, per rispondere alla tua domanda: l’equilibrio tra vita e lavoro è importante per me, nel senso di avere la flessibilità di svolgere il mio lavoro agli orari che preferisco (ovviamente le riunioni sono tutta un’altra storia).

E sì, c’è sempre tempo per dei progetti paralleli. Penso che sia importante mantenere le proprie capacità e esperienza al massimo livello.

Gruppo di persone

Ripensando al tuo percorso e a come sei arrivata e dove sei oggi, c’è qualcosa che cambieresti se potessi?

Io credo che tutto accada per una ragione, quindi non cambierei davvero nulla.

Direi che non ho mai avuto un chiaro percorso di carriera o un obiettivo finale da inseguire. Mi do sempre degli obiettivi a breve termine da raggiungere entro uno/due anni per lasciare spazio alle opportunità. Alcune le accetti, altre le rifiuti, ma ognuna di esse ti dà una nuova prospettiva e qualcosa da considerare.

Quindi, direi che sono arrivata dove sono oggi grazie a una combinazione di visioni a breve termine che ho stabilito per me stessa e opportunità che si sono rivelate lungo il cammino. Penso davvero che sia necessario essere flessibili e aperti a nuove situazioni per scoprire se c’è almeno un percorso che ci piace.

Quale consiglio daresti alla te stessa più giovane?

Agli inizi, non avere paura di fallire e fai domande.

Nessuno è nato perfetto e nessuno si aspetta che tu sappia tutto fin dal primo giorno. Fare domande viene in realtà percepito piuttosto positivamente, in quanto mostri curiosità, volontà di imparare e cogliere le cose velocemente.

In certi casi, soprattutto quando sei un principiante, potresti aiutare il team a vedere le cose da un punto di vista esterno, notando quello che viene trascurato dalle persone che sono già troppo assorbite dai meccanismi aziendali.

Intervista

Che tipo di impatto percepisci nel lavorare in un settore/ambiente prettamente maschile?

Ti insegna a essere più agguerrita nell’esprimere la tua opinione e a proporre nuovi progetti, strumenti o strategie. Devi avere una certa conoscenza per sostenere ciò che vuoi e perché, e per presentare il reale impatto di qualcosa. A volte è più difficile convincere gli uomini o cambiare le loro prospettive, e farlo potrebbe richiedere del tempo. La resilienza e il non arrendersi sono sicuramente delle virtù da seguire; ti aiuteranno a ottenere davvero quello che cerchi.

Hai riscontrato qualche ostacolo che deriva dalla disuguaglianza di genere? Sei stata in grado di superarlo?

Sento che nel settore tecnologico in questi ultimi anni c’è un’enorme spinta verso l’uguaglianza di genere. Tuttavia, direi che l’ostacolo maggiore spesso ancora presente è il seguente: ad esempio, se un collega di sesso maschile dice qualcosa e poi una donna dice la stessa cosa con parole diverse, chi pensi venga ascoltato? L’uomo. L’ho visto succedere in passato, e di meno nei tempi recenti. L’unico modo per superare queste situazioni è essere più esplicite e determinate assicurandosi di sottolineare che quest’idea sia venuta da te.

Poi c’è il mansplaining. Direi che a volte le donne vengono ancora percepite come meno esperte di tecnologia e di business, cosa che ormai non è più vera.

Solo il 3% delle donne afferma che una carriera nella tecnologia sia stata la loro prima scelta. Perché credi che lavorare in una startup tecnologica o SaaS sia un buon percorso di carriera?

Sei sei appassionato di tecnologia ma sei spaventato da questo percorso, per rispetto nei suoi confronti, non esserlo. Sarai in grado di stare al passo e imparerai a essere più tecnico. Non è fantascienza. 🙂

Mi piace la tecnologia in SaaS perché è molto frenetica e dinamica, è anche molto innovativa e puoi fare davvero parte di una tecnologia e di tendenze future. È emozionante! Ma, non è per tutti.

Foto

Credi maschi una presenza femminile nella tua startup? Se sì, come pensi che possa cambiare la situazione?

Quando all’inizio mi sono unita a questa startup, c’erano solamente una manciata di donne. Da allora, ScreenCloud è cresciuta notevolmente (sia in termini di affari che di persone) e ora, abbiamo molte più donne. Se me lo avessi chiesto qualche settimana fa, ti avrei detto che abbiamo poche donne nelle posizioni dirigenziali. Ma recentemente sono state assunte diverse donne in tali posizioni, e sono emozionata di vedere cosa questa nuova ondata di potere femminile sarà in grado di portare all’azienda.

Ho una cara collega nel team di vendita che si è adoperata molto su temi come la disuguaglianza di genere, i pregiudizi di genere, l’inclusione e l’intersezionalità. Ci è voluto del tempo, ma credo che lei abbia veramente dato una spinta sul tema dell’uguaglianza di genere, e sulla nuova ondata femminile che si sta verificando ora.

Tanto per essere chiari, non credo che assumere donne solo perché sono donne sia giusto. Ci si dovrebbe sempre basare sulle competenze e sull’esperienza. Ma credo anche che dare alle donne le giuste condizioni e motivarle a candidarsi sia molto importante.

Quale credi sia il valore aggiunto di avere più colleghe donne in un’azienda tecnologica?

Penso che le donne contribuiscano sempre a un’atmosfera e a una prospettiva diversa nel team. È importante diversificare. A volte le donne riescono a relazionarsi meglio con i clienti, e aiutano l’azienda grazie all’empatia. Direi che l’intelligenza emotiva delle donne è molto meglio di quella maschile. Penso anche che le donne siano molto collaborative e riescano a riunire il team in un modo diverso rispetto agli uomini.

Lavorare insieme

In che modo i colleghi sostengono la loro controparte femminile a crescere professionalmente? E hai assistito in prima persona a comportamenti del genere?

Nello stesso modo in cui supportano i colleghi maschi. Condividono la loro esperienza, si informano sulle loro aspirazioni e creano un piano per poter raggiungere i loro obiettivi professionali. Danno loro delle responsabilità, le aiutano a formarsi nelle aree dove mostrano più lacune, ma anche in quelle dove vogliono eccellere, le aiutano a frequentare corsi offerti dall’azienda e conferenze, ecc.

Se notano che a una collega mancano alcune competenze essenziali e per quello spesso non viene ascoltata o riconosciuta, dovrebbero offrirle un qualche tipo di affiancamento o dei consigli e suggerimenti su come migliorare.

A volte è tanto facile quanto lodare la tua collega pubblicamente davanti all’intera azienda.

Cosa consiglieresti alle donne che vogliono entrare nel campo della tecnologia? Consiglieresti del materiale didattico?

Trova le persone che ti ispirano in questo campo e seguile su LinkedIn. Un’altra ottima piattaforma è Growthmentor, dove ci sono tantissime donne e uomini con ruoli in ambito marketing, economico e imprenditoriale, ognuno dei quali pronto ad aiutarti con qualsiasi problema. Infine, mi sono unita recentemente a Lunchclub – in cui è possibile aggiungere info sulla tua persona, come le tue preferenze, e verrai abbinato a qualche ottimo professionista dal settore che stai cercando.

A parte questo, se sei nell’ambito del marketing e del growth marketing, dovresti assolutamente seguire Growth Tribe; dispongono di alcune incredibili risorse, corsi e seminari online.

In caso tu l’abbia persa, ecco un’altra storia

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Iniziativa Donne in SaaS

Sapevi che solo il 3% delle donne afferma che una carriera nella tecnologia sia stata la loro prima scelta e solo il 5% delle posizioni di leadership nel campo della tecnologia sono detenute da una donna? Con la nostra nuova iniziativa – Interviste alle donne in SaaS, vogliamo ispirare più donne a unirsi al settore tecnologico di SaaS e combattere così i relativi pregiudizi.

Ogni due settimane, ti attendono interviste con donne ispiratrici che hanno intrapreso un percorso di carriera in SaaS. Nel nostro prossimo articolo, parleremo di Patrizia di Exponea.

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