21. Maggio 2022 Blog

Vivere a Praga come Expat

Praga

Hai mai considerato l’idea di lavorare come expat? Compiere questo passo potrebbe essere l’esperienza più incredibile del mondo, ma anche la più difficile. Ma i sogni si avverano quando metti un piede fuori dalla tua comfort zone. Ottenere un lavoro in un paese straniero è spesso un modo per essere più felici e per spingere in avanti la tua carriera.

Anna Korosi

Anna Korosi

Mi chiamo Anna Korosi, una delle rappresentanti del team di assistenza clienti di CloudTalk. Sono originaria di Pittsburgh, Pennsylvania, una città famosa per i suoi molti ponti e per essere il luogo di nascita di Heinz Ketchup. Prima di lasciare gli Stati Uniti, lavoravo in un ristorante come pasticciera ma ho deciso che avevo bisogno di cambiare ambiente e carriera – quindi mi sono iscritta a un corso TEFL e trasferita in Repubblica Ceca.

Da quanto tempo vivi a Praga?

Mi sono trasferita a Praga nel novembre del 2019.

Perché hai deciso di lavorare e vivere in questo paese?

Traferirsi di punto in bianco in un paese europeo mi è sempre sembrato arduo e impossibile, fino a che non ho scoperto che delle persone che conoscevo avevano definito Praga la propria casa adottiva. Una volta trasferita qui, ho appreso rapidamente quanto sia accogliente come città per gli expat.

Perché credi che sia fantastico lavorare e vivere per qualche tempo in un paese diverso?

Nonostante la maggior parte della mia esperienza finora sia stata penalizzata dal lockdown dovuto alla pandemia, sono molto grata per i bei momenti e le sfide di cui ho potuto approfittare. Imparare il ceco è stata una delle parti più impegnative del vivere qui, ma avere degli amici, sia expat che del posto, con vari livelli di esperienza con la lingua ha reso tutto più facile.

Hai scoperto qualche differenza culturale confrontando il paese in cui vivi ora e la tua cultura?

Una delle cose di cui ero più preoccupata quando all’inizio mi sono trasferita qui era che gli abitanti della Repubblica Ceca non fossero tanto amichevoli verso gli stranieri, o perlomeno non nel modo in cui lo sono gli americani. Mi è stato consigliato di non prenderla sul personale quando ad esempio incontro lo sguardo di una donna su un tram e lei non sorride e con aria imbarazzata guarda altrove, che non è quello a cui sono abituata, venendo dagli Stati Uniti Ci sono però delle affascinanti eccezioni alla regola, ovvero i saluti verbali e gli addii degli stranieri che sembrano verificarsi solo quando entri ed esci dall’ascensore. Un’altra nuova e singolare esperienza è stata assistere alla macellazione di alcune carpe fuori i negozi di alimentari durante le festività natalizie.

Cosa ti ha attratto inizialmente di CloudTalk?

Ho avuto il piacere e la fortuna di essere assunta da CloudTalk un paio di settimane dopo che Praga era entrata nel primo lockdown, dopo aver trascorso mesi a cercare una posizione di insegnamento di inglese – che era il motivo originale per cui mi sono trasferita all’estero. Non avevo nessuna esperienza in un ambiente professionale di questo tipo, dopo aver passato gli ultimi dieci anni a lavorare solamente nelle cucine, ma ero emozionata per l’opportunità di iniziare a lavorare in una azienda giovane che avesse margini crescita. In meno di un anno di permanenza in CloudTalk, sono stata in grado di gestire molte responsabilità diverse che ora mi consentono di vedere il funzionamento dell’azienda da molteplici prospettive.

Ora, dopo che è passato un po’ di tempo, cosa apprezzi di più di CloudTalk?

Una delle cose che apprezzo maggiormente di CloudTalk è il modo rispettoso con il quale vengo trattata da parte dei miei colleghi e superiori. Fin da quando ho iniziato, mi sono sempre sentita come se le mie esigenze fossero sempre considerate.

È difficile rimanere in contatto con tutti i tuoi colleghi quando lavori da un paese diverso?

Sento che la tecnologia che usiamo mi consente di collaborare con successo con i miei colleghi che vivono ovunque, dalla Spagna alle Filippine. Non vedo l’ora di poter tornare a viaggiare di nuovo in modo tale da poter finalmente incontrare i miei colleghi in Slovacchia. Lavoro con loro da aprile!

Qual è lo scenario migliore a lungo termine per te? Lavoro completo a distanza, 50 e 50 o lavoro completo in ufficio?

Per quanto ami lavorare con pantaloni comodi, il gatto che ho adottato a novembre si è dimostrato essere un compagno di lavoro molto rumoroso e fastidioso, quindi non vedo l’ora di ritornare in ufficio almeno per qualche giorno a settimana.

Se dovessi scegliere una frase su come sia vivere a Praga da expat, quale sarebbe?

Trasferisciti in un posto pieno di castelli e smažený sýr!

Innovazione, trasformazione e collaborazione ti fanno salire l’adrenalina?

Chris Hoang

Chris Hoang

Sono nato e cresciuto nella bella e soleggiata Los Angeles, California. Sono cresciuto guardando i Lakers da bambino e li supporto tutt’oggi. Qualche anno dopo mi sono trasferito a Santa Barbara, California, per frequentare la UCSB. Lì, ho conseguito la mia prima laurea in Scienze Politiche/Relazioni Internazionali. Dopo la laurea, ho trascorso del tempo viaggiando in Europa e infine mi sono trasferito a Praga per frequentare la Charles University.

Da quanto tempo vivi a Praga?

Vivo a Praga da settembre 2015.

Perché hai deciso di lavorare e vivere in questo paese?

All’inizio sono arrivato per un master in Studi sulla Sicurezza Internazionale. Tuttavia, ho deciso di rimanere perché mi sono innamorato di questa città.

Perché credi che sia fantastico lavorare e vivere per qualche tempo in un paese diverso?

Mi piace vicere in un paese diverso perché si possono incontrare persone da tutto il mondo. Così si imparano nuove prospettive che altrimenti passerebbero inosservate. È anche una sfida, perché in questo modo puoi uscire dalla tua comfort zone, allontanandoti dalla routine di casa tua. Ciò ti fa rivalutare le tue capacità e limitazioni.

Foto di Praga

Hai scoperto qualche differenza culturale confrontando il paese in cui vivi ora e la tua cultura?

Le persone sono un po’ più riservate, ma ciò non significa che siano cattive. Semplicemente le persone in California sono più amichevoli a primo impatto.

Cosa ti ha attratto inizialmente di CloudTalk?

Il motivo principale è che era una startup e c’erano opportunità di crescita con l’azienda. Il mio incontro iniziale con CloudTalk è stato ottimo e ho sentito che c’era del potenziale. Avevo ragione.

Ora, dopo che è passato un po’ di tempo, cosa apprezzi di più di CloudTalk?

Apprezzo la fiducia e l’ambiente affiatato che abbiamo instaurato. Mi fa sentire a mio agio sapere che le persone con cui lavoro possono essere considerate come degli amici.

In caso tu abbia avuto questa esperienza, puoi paragonare cosa vuol dire lavorare per un’azienda più grossa rispetto a una startup?

Ho lavorato per una grande azienda a Los Angeles (Enterprise Holdings) e posso tranquillamente dire che c’è di sicuro una grande differenza. Lì c’era fin troppa microgestione, che a sua volta aggiungeva una pressione sui dipendenti non necessaria. Inoltre, in quei contesti inizi a pensare di essere solo contro la direzione, quando la realtà è che noi tutti dovremmo lavorare insieme al fine di istituire un ottimo ambiente di lavoro.

È difficile rimanere in contatto con tutti i tuoi colleghi quando lavori da un paese diverso?

No, non è difficile, dato che abbiamo vari canali di comunicazione. Se e quando la pandemia sarà finita, mi piacerebbe di nuovo recarmi in ufficio.

Il lavoro a distanza è diventato la norma per tutti noi di CloudTalk. Hai scoperto qualcosa di nuovo su te stesso lavorando a distanza?

All’inizio non mi piaceva, perché sentivo di avere il bisogno fisico di recarmi in ufficio. Ma ho finito per apprezzare il lavoro da casa e ora mi sento abbastanza a mio agio. Entrambi hanno pro e contro.

Qual è lo scenario migliore a lungo termine per te? Lavoro completo a distanza, 50 e 50 o lavoro completo in ufficio?

Per me, la soluzione ideale sarebbe 50 e 50.

Se dovessi scegliere una frase su come sia vivere a Praga da expat, quale sarebbe?

Mi piace incontrare persone con una mentalità e un background simili alla mia. Anche se proveniamo da paesi e città diverse, credo che tendiamo ad avere una visione internazionale.

Innovazione, trasformazione e collaborazione ti fanno salire l’adrenalina?

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