Donne nel SaaS – Anna di Leadfeeder
By Natália Mrázová
| 16. Maggio 2022 |
Altro - Donna in Saas
By N. Mrázová Natália Mrázová
| 16 Mag 2022 |

    Donne nel SaaS – Anna di
    Leadfeeder

    Anna di Leadfeeder

    Promessa del calcio prima, ghostwriter per diverse aziende SaaS poi: questa donna ha accresciuto il proprio valore in modo esponenziale! Quindi, in qualsiasi “club per soli uomini” si troverà in futuro, la sua voce non potrà passare inosservata.

    Dopo un inaspettato aiuto del destino, Anna si è innamorata dell’idea di scrivere contenuti basati sui dati. Questa passione le ha conferito un meritato ruolo di responsabile in un’azienda B2B di lead tracking: la posizione adatta per una donna così tenace.

    Ciao Anna! Ti va di presentarti, di parlare del tuo lavoro e dell’azienda per cui lavori?

    Ciao, sono Anna Crowe e sono Head of Content & SEO di Leadfeeder da un anno e mezzo.

    Che cosa ti ha spinto ad avvicinarti al mondo delle startup SaaS e tech?

    È successo nel 2013, quando ho iniziato la mia prima campagna di link-building per Marriott e Hilton in Australia. Ero la ghostwriter per il loro CEO e scrivevo gli articoli del blog. Dopo circa un anno, mi sono resa conto che amavo scrivere, quindi ho iniziato a lavorare come freelance per il Search Engine Journal.

    anna di leadfeeder

    Ho collaborato per due mesi con il Search Engine Journal e in seguito ho ricevuto proposte da aziende SaaS come Moz, Kissmetrics, Shopify, BigCommerce, Freshdesk, Neil Patel, Crazy Egg, Kinsta, WordStream, Acquisio, AdEspresso…e molte altre. Se si tratta di aziende SaaS o B2B, probabilmente sono stata ghostwriter per loro a un certo punto!

    Ero davvero affascinata dall’idea di scrivere contenuti basati sui dati. Era un modo per trasformare argomenti noiosi in contenuti interessanti e accattivanti.

    Hai studiato tecnologia? Pensi sia importante avere un’istruzione in questo ambito per ottenere un lavoro in una startup tecnologica?

    Quanto mi piacerebbe aver studiato tecnologia all’università! Tuttavia, ho frequentato l’università con una borsa di studio ottenuta perché giocavo a calcio, quindi non ero particolarmente concentrata sulla mia istruzione a quel tempo.

    Dopo un infortunio che ha compromesso definitivamente la mia carriera, un mio professore mi ha introdotto al mondo della pubblicità.

    Era un ambito affascinante e creativo, ma anche in continua evoluzione e frenetico. Richiedeva molta determinazione.

    Mi sono resa conto che potevo trasferire la passione e la grinta di quando giocavo a calcio alle campagne di marketing. Durante l’ultimo anno di università ho lavorato a un progetto finale per Carrabba’s Italian Grill. Dopo aver concluso la campagna con successo, ho ricevuto un’offerta di lavoro per la stessa azienda. Nel frattempo, un mio professoressa mi aveva presentato a un dirigente esecutivo della HBO che voleva creare un blog per mamme. L’ho aiutata a creare, gestire e commercializzare il suo sito e il suo canale YouTube. Tutto questo mi ha portato alla prima conferenza da BlogHer.

    Eccomi (al centro) alla Pubcon a Las Vegas.

    Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare quando hai iniziato a lavorare nel mondo tech e come l’hai superata?

    La sfida più grande è stata imparare sul campo. Quando si scrive in ambito tecnologico, bisogna imparare tutte le diverse sfaccettature del prodotto e capire le sue criticità per i clienti.

    Ripensando al tuo percorso e a come sei arrivata dove sei oggi, c’è qualcosa che faresti diversamente?

    Penso che avrei dovuto battermi per guadagnare di più quando ho inizato la mia carriera. Essendo una donna che lavora in ambito tecnologico, non sono stata considerata a dovere, oltre a essere decisamente sottopagata per le mie prestazioni.

    Quando ho iniziato, chiedevo 0.3 dollari a parola per più di 40.000 parole al mese. Oggi chiedo 1.000 dollari per un articolo. Avrei voluto rendermi conto prima del mio valore!

    Quale consiglio daresti alla Anna matricola?

    Non smettere mai di imparare e specializzarsi in un settore. Non devi per forza sapere tutto per ottenere un lavoro.

    Ho avuto la fortuna di imparare la SEO all’inizio della mia carriera. Capire come la SEO e i contenuti funzionino insieme è cruciale per il futuro stesso della SEO. È una risorsa fondamentale da avere.

    Come ci si sente a lavorare in un ambiente a predominanza maschile?

    La maggior parte delle aziende per cui ho lavorato aveva un “club per soli uomini”. La mia voce, la mia opinione, le mie idee non contavano a meno che non venissero presentate da un uomo. Molte volte non ho ricevuto promozioni e aumenti di stipendio.

    Tuttavia, ho continuato sulla mia strada, lavorando duramente. Devi fare in modo che il tuo lavoro e i dati parlino da sé.

    Foto di me che giro in bici al quartier generale di Google nella Silicon Valley, in California.

    Hai mai avuto degli ostacoli dovuti alla disuguaglianza di genere? Sei stata in grado di superarli?

    Mi scontro con questi ostacoli quotidianamente. A dire la verità, non so bene come superarli. Continuo a lavorare sodo e produrre contenuti di qualità nella speranza che il mio lavoro parli da sé…un giorno.

    Soltanto il 3% delle donne afferma che una carriera nell’ambito tecnologico è la loro prima scelta. Perché ritieni che lavorare in una startup tecnologica o SaaS sia un buon percorso di carriera?

    Penso che le startup, in generale, siano aziende ideali con cui lavorare, specialmente agli inizi della propria carriera. Ti permettono di avere la libertà e la flessibilità di scegliere il tuo percorso, creare le tue strategie, ecc.

    Le SaaS sono davvero il futuro. Dovremo adattarci all’evoluzione dell’intelligenza artificiale e del machine learning. I prodotti che utilizzamo oggi cambieranno. Lavorare in una SaaS offre poche certezze, perche si è consapevoli che o si verrà acquisiti o si gestirà un’azienda per molto tempo.

    Qual è il valore aggiunto nell’avere più colleghe donne all’interno di un’azienda tech?

    Io penso che, indipendentemente che si tratti di uomini o donne, è meraviglioso essere circondati da persone che vogliono imparare sempre di più sulla tecnologia. È il nostro futuro. Più persone capiscono come funziona la tecnologia, più il mondo sarà un posto migliore.

    Le donne sono una minoranza nelle aziende tecnologiche, ma forse la presenza di più donne spingerà le ragazze più giovani a candidarsi.

    Come possono gli uomini supportare le colleghe donne nella loro crescita professionale? Hai avuto esperienza di questo comportamento positivo?

    Dobbiamo iniziare a ripensare l’ambiente in cui le donne lavorano. La mentalità tradizionale deve essere superata. Stiamo già assistendo a questo cambiamento in diverse aziende. Società come Buffer prevendono il congedo parentale per gli uomini. Slack offre politiche di lavoro flessibile.

    Tuttavia, tutto deve partire dal fatto che i colleghi uomini si liberino di un falso senso di progresso. Per molti uomini, questo problema non esiste. Ecco perché dobbiamo pensare a una comunicazione giusta, che dia a tutti la possibilità di esprimersi.

    Hai qualche consigli da dare in fatto di libri, blog, podcast, donne o organizzazioni di riferimento?

    C’è una bellissima community di donne nella SEO su Slack e sui social media.

    Anche i gruppi Facebook sono una risorsa preziosa. Io ad esempio faccio parte dei gruppi “Freelancing Females” e “The Freelancing Creative: Women in the Works”.

    Inoltre mi piacciono tantissimo i podcast di BeingBoss!

    Di solito, chi lavora in una startup è molto impegnato. Riesci a trovare un equilibrio tra vita professionale e vita privata? Hai tempo di dedicarti ad altri progetti e alle tue passioni?

    Conciliare la vita professionale con quella privata è sempre stato difficile per me. Quando lavoro da casa, divento una vera stacanovista. Tuttavia, ho deciso di diventare allenatrice di calcio per bambine tra gli 8 e i 10 anni. In questo modo mi constringo a uscire di casa! Inoltre, lavoro ancora come freelance per il Search Engine Journal. È un progetto che mi appassiona molto e mi permette di stare al passo con le ultime tendenze.

    Nel caso te la sia persa, ecco un’altra storia

    immagine ebook

    Iniziativa donne nel SaaS

    Sapevi che soltanto il 3% delle donne afferma che una carriera nella tecnologia sia una prima scelta, e che solo il 5% delle posizioni di leadership nelle aziende tecnologiche è rappresentato da donne? Con le interviste della nostra iniziativa “Donne nel SaaS”, vogliamo ispirare più donne a unirsi al SaaS e alla tecnologia, e a lottare contro i pregiudizi legati a questo settore.

    Ogni due settimane pubblichiamo interviste a donne che hanno scelto una carriera nel SaaS e che ti saranno di ispirazione. Nel nostro prossimo articolo, intervisteremo Johanna Boellmann di Capmo.